lunedì 25 febbraio 2019

Casa Imperiale Cantacuzene in Italia...

Inaugurazione e presentazione ufficiale delle delegazione...







Alla importante e simbolica presenza del Console Generale della Romania, l'Avvocatessa Iulia Adriana Cupsa Kiseleff, con una solenne cerimonia religiosa ortodossa, sabato 23 febbraio, a Cuggiono, in provincia di Milano, è stata ufficialmente formalizzata e presentata la Delegazione italiana della Casa Imperiale Cantacuzene di Bisanzio (Voivodi, ossia Principi Sovrani di Valacchia, Transilvania e Moldavia). Delegato è Sua Eccellenza il Sevast (titolo slavo bizantino corrispondente a Conte Ambasciatore plenipotenziario) il Reverendissimo Padre Claudiu Ioan Cocan, giovane sacerdote transilvano, parroco della Chiesa Ortodossa romena in Italia. A coadiuvarlo, due suoi autorevoli compatrioti, residenti da tanti anni in Italia: la Baronessa Lucia Chelcea e l'Ing. Romolus Popescu, presidente della Associazione dei Romeni in Italia. Il Barone Roberto Jonghi Lavarini, rappresentante della associazione culturale internazionale Aristocrazia Europea, ha portato il saluto ufficiale di Sua Altezza Imperiale il Principe Basileus Vladimir Alexandrovic Gorshkov Cantacuzene, giovane medico cardiochirurgo e ricercatore universitario a Mosca, Capo della Casa, riconosciuta dalla Santa Chiesa Ortodossa (Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, Patriarcato Russo di Mosca e Chiesa Ortodossa di Romania). Al Sevast Cocan sono giunti numerosi saluti e auguri, fra questi quelli: del Conte Pierluigi Romeo di Colloredo Mels (presidente di Aristocrazia Europea), del Nobile Loris Castriota Skanderbegh dei Principi d''Albania, di Mandilosani Lali Panchulidze Aznauri Zostepatrikia (rappresentante della Unione della Nobiltà Bizantina), di SAI il Principe Ezra Foscari Widmann Rezzonico Tomassini Paternò Leopardi e di SE il Principe Don Sforza Ruspoli di Cerveteri. Alla cerimonia sono intervenute varie autorià civili, religiose e militari ed esponenti della nobiltà e cavalleria cristiana, fra questi: il Conte Enzo Modulo Morosini di Risicalla e Sant'Anna Morosina, il Marchese Piero Malatesti dei Malatesta di Rimini, l'Architetto Gianfranco Guerra della Confraternita Templare OSSCBS, ed il Conte Massimo Paltrinieri di Carpi dell'Ordine della Concordia. Il Sevast Cocan rappresenta in Italia anche gli ordini cavallereschi internazionali di legittima collazione privata della famiglia Cantacuzene, ovvero l'Ordine Imperiale di San Costantino il Grande, e l'Ordine Imperiale del Drago, reso noto in letteratura e cinematografia, come ordine cavalleresco militare del "Conte Dracula", in realtà il Principe Vlad Tepes Dracul di Valacchia, eroe cristiano contro l'invasione ottomana dei Carpazi e dell''Europa. Il Principe Vlad Cantacuzene ne è il legittimo e riconosciuto erede.

sabato 19 gennaio 2019

Delegazione Italiana della Casa Imperiale Cantacuzene



Delegazione Italiana della Casa Imperiale Cantacuzene (Kantakouzenos, Cantacuzeni, Cantacuzini, Cantacuzino) di Bisanzio (Despoti di Morea, Gran Principi Voivodi di Valacchia, Transilvania e Moldavia, etc...) ufficialmente riconosciuta dal Patriarcato Ecumenico Ortodosso di Costantinopoli, dal Patriacato Ortodosso di Mosca e dallo Stato Russo. Capo della Casa è SAI il Principe Basileus Vladimir Alexandrovic Gorshkov Cantacuzene, giovane medico cardiologo e docente universitario a Mosca, che è anche Gran Maestro degli ordini cavallereschi dinastici di San Costantino e del Drago, ordini internazionali di legittima collazione privata della sua famiglia.

Delegato per l’Italia è il Reverendo Padre Claudiu Cocan (Sacerdote della Santa Chiesa Ortodossa di Romania, Parroco di San Paisio a Cuggiono). Vice delegata è la Baronessa romena Lucia Chelcea (moglie del Conte Enzo Modulo Morosini di Risicalla e Santa Anna Morosina). Fanno parte della delegazione: il Conte Michele Maria Biallo d'Avola Callattuvo e Serrano (imprenditore ed editore), il Cav. Dott. Enzo Bogazzi (della associazione “Italia Romania”), la Professoressa Angela Campanella (ricercatrice storica e scrittrice), Vasile Cosnitapqq, il Diacono Victor Cretu, la Dott. Cristina Irimus (Teologa della Università Babes-Bolyai di Cluj-Napoca, e maestra d'orchestra), il Barone Roberto Jonghi Lavarini, la Baronessa Gabriella Marinescu di Santangelo (poetessa italo-romena), la Nobildonna Mandilosani Lali dei Conti Panchulidze Aznauri (Patrizia Bizantina), l’On. Ing. Romolus Popescu (presidente della associazione “Romeni in Italia”, già deputato alla assemblea nazionale costituente), l'imprenditore edile Filip Timis, Dumitru Timis e Ilie Dorini Timis.



venerdì 30 novembre 2018

Padre Claudiu Cocan (Chiesa Ortodossa Romena)


La Fondazione Imperiale Bisanzio e la Delegazione Italiana della Casa Imperiale Cantacuzene di Bisanzio (Principi di Valacchia, Moldavia e Transilvania) sono lieri di accogliere come Cappellano il Reverendo Padre Claudio Cocan (Sacerdote della Santa Chiesa Ortodossa di Romania, Parroco di San Paisio a Cuggiono), nella foto, insieme alla Contessa Mandilosani Lali Panchulidze Aznauri ed al Prof. Gianfranco Benedetto (docente di relazioni internazionali alla università LIUC di Castellanza).




martedì 31 luglio 2018

ORDINE IMPERIALE del DRAGO


Il 15 giugno 1389, ci fu la battaglia più importante nella storia della Serbia medievale, che passò alla storia come la battaglia in Kosovo. Secondo la leggenda, prima della battaglia, 12 principi serbi guidati dal santo principe Lazzaro avevano promesso di distruggere il principale persecutore dei cristiani - Sultan Murad. Essi, uniti da un unico scopo, fondarono il primo Ordine cavalleresco ortodosso - l'Ordine del Drago sconfitto di S. Giorgio il Vittorioso o l'Ordine del Drago. Il nome fu scelto non a caso: il drago era inteso come il Sultano, che minacciava di schiavizzare i paesi cristiani. Come è noto dalla storia, uno dei membri dell'Ordine è riuscito a uccidere il Sultano. Questo eroe era Milos Obilic, che trasformò il traditore nella tenda di un sultano e gli inflisse un duro colpo.

            Durante la battaglia, le parti hanno subito perdite significative. E anche se i turchi si sono ritirati, è difficile giudicare chi ha vinto. Dei dodici cavalieri, è sopravvissuto solo il figlio del principe Lazar, Stefan. Era, secondo la leggenda, ha ricevuto l'Ordine del re ungherese Sigismondo I. Alcuni storici ritengono che Sigismondo si fondò l'Ordine, e la storia dei 12 serbi Cavalieri di non più di una bella leggenda, inventato dal re stesso. È noto solo che la Carta dell'Ordine è stata sviluppata dal cancelliere Eberhard, vescovo Oradi. Il testo della Carta è conservato nelle copie del 1707 e viene pubblicato nella edizione del Codex Diplomaticus Hungariae ecclesiasticus ac civilis nel 1841 Papa Gregorio XII ha approvato la creazione dell'Ordine, e su iniziativa di Sigismondo è stato progettato magnifico rituale ricezione di un cavaliere e le riunioni. Un segno distintivo per i cavalieri erano medaglioni e ciondoli con le immagini di un drago dorato, rannicchiato su un anello e gravato da una croce scarlatta. Nelle braccia ancestrali dei nobili, che erano cavalieri dell'ordine, l'immagine del drago incorniciava lo scudo. Resta inteso che l'ordine era puramente cattolica, era impegnato nella lotta contro gli hussiti e taboriti, e dopo la morte di Sigismondo nel 1437 rapidamente cadde in rovina e il valore perduto.

               Tra i membri dell'Ordine sono stati molti governanti famosi del tempo: Herman II, conte di Celje e il divieto della Croazia, Slavonia e Dalmazia, Miklós II Garay, Palatino d'Ungheria, Latskfi Jakab, il governatore Triansilvanii, Hrvoje Vukchich Horvatinich, duca di Spalato, il grande governatore della Bosnia e del principe bordo inferiore , Vytautas, Granduca di Lituania, Ernst Ferro, duca d'Austria interna, Vlad II Dracul, sovrano di Valacchia (il padre di Vlad Tepes, soprannominato "Dracula").

            15 giugno 2016, nel 625 ° anniversario della Battaglia del Kosovo, capitolo Dinastia istituito l'Ordine del Drago, che divenne il successore del leggendario ordine, in memoria del suo antenato, il santo principe Lazar (attraverso la sua moglie Basileus Giovanni Cantacuzene, Irina Assen, e la figlia di un despota Demetrio I, Irina, la moglie del despota Giorgio Brankovic Serbia) e tutti i soldati che sono morti per il loro paese.

            Il distintivo dell'Ordine è un drago d'oro, intrecciato in un anello. A volte completati da un segno croce. Il nastro è giallo.

lunedì 28 maggio 2018

Unione della Nobiltà Bizantina

 

Unione della Nobiltà Bizantina

 

Su iniziativa di Sua Altezza Imperiale il Principe Vladimir Gorshkov Cantacuzene (Despota di Morea, Principe di Costantinopoli, Voivoda di Valacchia e Moldavia, Principe di Transilvania e Ungheria, Principe dell'Impero Russo, ecc...), uno dei legittimi rappresentanti delle antiche dinastie sovranE dell'impero Romano d'Oriente ed eredi al trono di Bisanzio, ma l'unico, al mondo, a godere del riconoscimento ufficiale e della Alta Protezione Spirituale dei due più importanti Patriarcati Ortodossi (Ecumenico di Costantinopoli e Russo di Mosca), nasce il comitato promotore della Unione della Nobiltà Bizantina
Il giovane principe e professore Vladimir Cantacuzene (medico cardiologo, docente alla università di Mosca, uomo molto serio e religioso, impegnato nella ricerca scientifica ed in diverse attività culturali e di beneficenza), ricordiamo, con orgoglio, è tra i fondatori e membri del Comitato d'Onore di Aristocrazia Europea, e, per questo, i primi ad essere invitati ad aderire sono alcuni illustri consoci della nostra associazione internazionale: Sua Altezza Imperiale il Principe Prof. Roberto Comneno d'Otranto, Sua Altezza Imperiale il Principe Giovanni Paleologo di Bisanzio, Sua Altezza Imperiale il Principe Patrizio Tomassini Paternò Leopardi, il Nobile Loris dei Principi Castriota Skanderbegh, il Duca Costantino Agelasto Sevastopolo, il Nobile Paolo Carniglia Marulli dei Duchi di San Cesaro, ed altri amici italiani, slavi, greci, georgiani e armeni. 

La Unione della Nobiltà Bizantina, aperta a tutte le famiglie di sicura e comprovata origine, ma anche agli appassionati di queste tematiche, ai sostenitori del dialogo ecumenico fra cristiani cattolici ortientali e ortodossi orientali, ed ai benefattori della presenza cristiana in quelle martoriate terre mediorientali, sarà dipendente dalla già esistente Fondazione Imperiale Bisanzio, ente privato di interesse pubblico, soggetto di diritto internazionale, legalmente riconosciuto, che si occupa eclusivamente di storia, cultura, tradizioni ortodosse, orientali e bizantine.
 
 
Titoli e cariche, nell’Impero di Bisanzio
L’Impero Bizantino ebbe, nel corso della sua millenaria storia, un complesso sistema aristocratico e burocratico. Molti dei titoli e delle funzioni pubbliche erano puramente onofirici, in quanto l’Imperatore era il solo ed unico regnante. In oltre mille anni di storia quindi molti titoli scomparvero e vennero creati, mentre altri acquisirono o persero prestigio e potere. Agli inizi della sua storia, poiché Bisanzio rappresentava l’erede di Roma imperiale, i titoli in vigore erano gli stessi utilizzati dagli imperator romanorum, ma già con Eraclio (VII sec.) molti di essi divennero obsoleti, mentre Alessio I Comneno provvide a rinnovare completamente l’intero sistema aristocratico e burocratico dell’Impero. In seguito però, rare furono le modifiche ed i titoli e le cariche creati dal grande Imperatore rimasero pressoché invariati fino alla caduta di Costantinopoli nell’infausto anno domini 1453.
Possiamo pertanto suddividere titoli e cariche come segue:
1. TITOLI ARISTOCRATICI:
– Titoli Aristocratici Maggiori
– Titoli Aristocratici Minori
2. TITOLI MILITARI:
– Titoli dell’Esercito
– Titoli della Marina Imperiale
– Altri Titoli Militari
3. TITOLI BUROCRATICI.
I TITOLI ARISTOCRATICI
I TITOLI ARISTOCRATICI MAGGIORI
Basileos
È il termine greco che sta ad indicare il re e che originariamente si riferiva a tutti i re dei territori greci presenti nell’Impero Romano. Tale termine era usato anche nell’Impero Persiano per indicare la figura dell’Imperatore. Eraclio lo adottò in sostituzione dei titoli autokrator (colui che governa da solo) e kyrios (signore). Successivamente gli Imperatori bizantini presero l’abitudine di farsi chiamare porphyrogenitos (letteralmente nati nella porpora e cioè nati nel palazzo imperiale da un imperatore regnante, quindi, in ultima analisi, legittimi). La forma femminile è basilissa e si riferisce naturalmente ad un’imperatrice (cui andava anche il titolo di kyria e despoina). Nel corso dei secoli apparve anche il termine basilopator, un titolo puramente onorifico che stava ad indicare il “padre” dell’Imperatore (anche se il basilopator non era necessariamente il padre legittimo del monarca). Il primo uomo ad assumere il titolo di basilopator fu Zautzes, un nobile sotto il regno di Leone VI, mentre Romano I Lecapeno lo utilizzò quando divenne correggente del giovane Costantino VII.
Despotes
Il titolo di despota fu creato da Manuele I Comneno nel XII secolo e colui che era ne era insignito era secondo solo all’Imperatore. Inoltre tale titolo poteva comprendere anche una vera e propria assegnazione territoriale in amministrazione e ciò accadde soprattutto durante la dinastia dei Paleologi, quando l’erede al trono riceveva il titolo di despota e congiuntamente il despotato di Morea. La forma femminile è despoina e normalmente era portato dalla moglie di un despota.
Sebastokrator
Questo titolo fu creato dall’Imperatore Alessio I Comneno; esso deriva dalla combinazione di autokrator e sebastos ed indica unicamente la parentela con un Imperatore. Ricevere il titolo di sebastocratore non significava avere alcun reale potere né alcun ruolo del governo dell’Impero ed il primo ad esserne insignito fu proprio il fratello minore di Alessio I, il principe Isacco. La forma femminile è sebasstokratorissa.
Kaiser
Questa è la forma greca del termine latino Caesar che, nome di uno dei più grandi condottieri di Roma, indicò successivamente gli Imperatori o gli eredi al trono. Quando Alessio I Comneno creò il titolo sebastokrator, colui che portava il nome di kaiser divenne terzo in ordine di importanza e poi quarto quando Manuele I (stessa dinastia e stessa smania di creazione) creò il titolo despotes. La forma femminile è kaisarissa.
Panhypersebastos e Protosebastos
Sono questi titoli che derivano dal termine sebastos (maestà). Alessio I Comneno e i suoi successori crearono un notevole numero di titoli nobiliari e burocratici aggiungendo al titolo vero e proprio pan (tutto), hyper (super), proto (primo) e altri prefissi (in questo caso al termine sebastos).
Despota, sebastocratore, cesare, panipersevasta e protosebasta
Furono normalmente assegnati a membri della famiglia imperiale e si distinguevano l’uno dall’altro da abiti e corone differenti. In alcune occasione però, tali titoli furono concessi anche a personaggi stranieri. Il primo di questi ad ottenere il titolo di despota fu Bela III re d’Ungheria (a sottolineare il fatto che l’Ungheria era considerata uno stato tributario dell’Impero Bizantino); il primo straniero ad ottenere invece il titolo di sebastocratore fu Stefano Nemanja, principe di Serbia, cui venne concesso nel 1191. Anche Kalojan zar di Bulgaria fu insignito del titolo di sebastocratore, mentre Giustiniano II nominò Tervel, khan dei Bulgari, cesare nel 705 (tale termine evolse poi nella forma slava tsar o czar [poi zar] utilizzato principalmente in Russia [con l’avvento al trono di Ivan il Terribile] e Bulgaria). Nel 1304, Andronico II nominò Ruggero de Flor, capitano della Grande Compagnia Catalana, cesare, mentre il titolo di protosebasta fu concesso ad Enrico Dandolo, doge di Venezia (prima della sua partecipazione alla IV Crociata culminata con l’occupazione di Costantinopoli). Negli ultimi anni secoli di vita dell’Impero, inoltre, i sovrani bizantini assunsero anche i titoli di khronokrator e kosmokrator (letteralmente signore del tempo e signore del mondo).
I TITOLI ARISTOCRATICI MINORI
Sebastos
Maestà: questo titoli era originariamente equivalente ad– Augusto (o Augoustos) ed utilizzato unicamente dagli Imperatori. Dopo la creazione del titolo di protosebastos (durante il regno di Alessio I Comneno) tale titolo cadde in disuso. La forma femminile è sebasta.
Pansebastohypertatos, panoikeiotatos, protoproedros
Esempio di alcuni titoli creati aggiungendo prefissi. Questi titoli furono concessi a membri della Famiglia Imperiale dopo il regno di Alessio I Comneno e stavano ad indicare una relazione di parentela con il monarca, ma non comprendevano alcun reale potere.
Protovestiarios
Era normalmente un lontano parente dell’Imperatore, che si occupava in particolar modo del suo guardaroba, specialmente durante le campagne militari. A volte il potere del protovestiario si estendeva anche alla supervisione su alcuni membri del seguito imperiale e addirittura alle finanze personali dell’Imperatore. Il termine precedente, risalente ai tempi di Giustiniano I, era curopalate (o kouropalates in greco): esso derivava da kourator (curatore) un ufficiale responsabile degli affari economici. Il vestiarios era un ufficiale di grado subalterno. Il termine protevestiaria e vestiaria indicava naturalmente le medesime funzioni svolte al seguito dell’Imperatrice. Nell’Impero Bizantino venivano inoltre usati altri titoli nobiliari per i membri minori della Famiglia Imperiale e per i membri della piccola nobiltà, solitamente derivati da quelli latini e, pertanto, molto simili a quelli utilizzati nell’Europa Occidentale. Tali titoli erano prinkeps (principe), doux (duca) e komes (conte). Altri titoli usati erano kleisourarka, apokomes e akrita, più o meno corrispondenti ai più noti marchese, visconte e conte e barone.Alcuni membri della piccola nobiltà, infine, potevano fregiarsi di altri titoli connessi alle mansioni da loro svolte presso la Corte Imperiale, come ad esempio parakoimomenos (guardia del corpo), pankernes (coppiere) e megas konostaulos (gran conestabile). 
TITOLO MILITARI NELL'ESERCITO
  
Prefetto del Pretorio
Questo era il titolo utilizzato al tempo dei– Romani, per indicare il comandante delle truppe nella parte orientale dell’Impero. Fu abolito nel VII secolo quando ormai era caduto in disuso (in quanto non esisteva più una parte occidentale del medesimo Impero). Nell’Impero Bizantino successivo al VII secolo tale titolo evolse in quello di domestikos.
Domestikos i domestikoi
Erano in origine le guardie dell’Imperatore e solo in seguito tale titolo indicò alti ufficiali (generali) che avevano giurisdizione in un Tema. I tre specifici titoli correlati a domestikos erano:
– Megas Domestikos (Gran Domestico) il comandante supremo delle forze armate;
– Domestikos tou Scholai (Domestico delle Scholae) il comandante delle Scholae, in origine una delle più prestigiose divisioni dell’esercito, poi un Tema che forniva truppe alla stessa divisione.
Questo era uno dei titoli militari più prestigiosi che comportava anche un reale (e notevole) potere.
– Domestikos tou Thema (Domestico del Tema) il comandante (nonché organizzatore) di un Tema militare; ne esisteva uno per quelli europei ed uno per quelli asiatici.
Strategos
Era così chiamato il comandante militare di un Tema, che, normalmente, portava anche il titolo di doux. Il termine può comunque essere paragonato al nostro generale.
  • Protospatharios il comandante della guardia imperiale. Gli spatharios erano i suoi subalterni.
  • Protostrator alto ufficiale dell’esercito (titolo a volte utilizzato per indicare il comandante supremo).
  • Stratopedarch un comandante militare che poteva avere anche funzioni di magistrato.
  • Protokentarchos e kentarchos comandante di una reparto di piccole dimensioni. Tale titolo deriva dalla forma latina centurione.
  • Merarches comandante di una divisione di cavalleria.
I TITOLI DELLA MARINA
Megas Doux il Gran Duca
Egli era una sorta di Grande Ammiraglio, cui competeva il comando della flotta imperiale e l’organizzazione dei Temi navali. Il megas doux era uno delle pochissime persone che conoscevano il segreto della composizione del cosiddetto fuoco greco.
Drungarios
Subalterno del megas doux cui competeva il comando degli ufficiali della marina.
Drungarios ufficiale navale minore. A volte un ufficiale di rango– inferiore (ma con mansioni superiori al drungarios) veniva chiamato drungarokometes.
Katepanos
Così era chiamato il governatore di un Tema marittimo, titolo di cui si ha notizia solo dopo il X secolo.
ALTRI TITOLI MILITARI

Konostaulos
Era il termine greco di conestabile e rappresentava il comandante dei mercenari francesi.
Aiteriarch
Comandante dei mercenari barbari.
Akolythos
“Accolito”, il comandante delle truppe variaghe.
Spatharokandidatos
Altro titolo utilizzato per le truppe variaghe.
Manglavites
Altro titolo utilizzato per le truppe variaghe.
I TITOLI BUROCRATICI
L’imponente burocrazia dell’Impero Bizantino comprendeva numerosissimi titoli che si differenziavano sia da quelli aristocratici che da quelli militari. A Costantinopoli, in qualunque periodo della storia dell’Impero, vivevano e lavoravano centinaia, se non addirittura migliaia, di burocrati. Qui di seguito sono riportati alcuni dei titoli più noti e di uso comune, compresi i titoli che non comportavano nobiltà di sorta ma che indicavano comunque funzionari al servizio dell’Imperatore.
Protoasecretis
Uno dei più antichi titoli assegnato al capo della cancelleria imperiale, responsabile della corretta stesura ed archiviazione dei documenti ufficiali del governo. Il secretisa era un suo subalterno, proprio come il chartoularios (che si occupava dei documenti imperiali), il kastrisios (ciambellano del Palazzo Imperiale), il mystikos (una sorta di segretario personale) e l’eidikos (funzionario della tesoreria).
Logothetes
Genericamente un segretario, le cui funzioni mutavano però in base alla propria posizione ed alla specificità del proprio titolo. La carica di logoteta era comunque una della più importanti di tutta la burocrazia imperiale e comprendeva:
– Megas Logothetes (Gran Logoteta) il capo dei logoteti, personalmente responsabile di fronte all’Imperatore del sistema legale e della tesoreria, aveva funzioni molto simile ad un cancelliere dell’Europa Occidentale.
– Logothetes tou Dromou (Logoteta delle Poste) il capo della diplomazia imperiale e del “servizio postale”.
– Logothetes ton oikeiakon (Logoteta Domestico) il capo degli affari interni, della sicurezza di Costantinopoli e dell’economia della capitale.
– Logothetes tou Genikou (Logoteta Generale) responsabile delle tasse.
– Logothetes tou stratiotikou (Logoteta Militare) civile responsabile della distribuzione della paghe ai soldati.
Nel corse dei secoli il Logoteta accentrò tali e tanti poteri nelle proprie mani da riuscire ad esercitare una vera influenza sulla persona dell’Imperatore e quindi sul governo dell’Impero, ma, con il passare del tempo, tale titolo perse di importanza e si limitò quasi ad essere una carica onorifica; nel tardo impero, addirittura, il Gran Logoteta divenne un semplice mesazon cioè un responsabile dell’amministrazione imperiale.
Prefetto funzionario minore
Competeva l’amministrazione di governatorati locali.
Quaestor
Originariamente un pubblico ufficiale, il cui potere venne però drasticamente ridotto con la creazione del Logoteta.
Tribounos
Equivalente del tribuno dell’antica Roma, responsabile– della manutenzione delle strade, dei monumenti e degli edifici della capitale.
Magister (magister officiorum, magister militum)
Antico termine romano (maestro degli uffici e maestro dell’esercito) che, dal tempo dell’Imperatore Eraclio, era puramente onorifico.
Sacellarios
Durante il regno di Eraclio, supervisore (senza reali poteri) dell’amministrazione del Palazzo Imperiale.
Praetor
Originariamente funzionario che si occupava delle tasse; con l’avvento al trono di Alessio I, il termine indicò invece il governatore civile di un Tema.
Kephale
Letteralmente “capo”, governatore civile di una città bizantina.
Dragoman
Termine di derivazione turca, che stava ad indicare il traduttore facente parte del seguito di un ambasciatore.
Horeiarios
Funzionario cui competeva la distribuzione del grano contenuto nei granai dello stato.
Protoasecretis, logoteta, prefetto, pretore, questore, magister e sacellarios erano, insieme ad altri funzionari, membri del Senato Imperiale, fino a quando questo non divenne uno strumento di governo poco utilizzato dall’Imperatore.